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“Langhe, Roero e Monferrato: onde di bellezza e geometrie coltiva nei paesaggi e nel paese del vino”

O come origine. C come cantina. N come natura e naturale. M come molteplicità. P come poesia. Si tratta del piccolo alfabeto utile a comprendere il linguaggio contadino ed enoico della Georgia, culla della viticoltura e della civiltà del qvevri.

Domenica 6 maggio, nella sala del Castello di Grinzane Cavour, sede dell’enoteca regionale Piemontese, si è infatti svolta la quinta edizione di Langhe, Roero e Monferrato: onde di bellezza e geometrie coltiva nei paesaggi e nel paese del vino.

Qui è stata celebrata la Georgia, patrimonio culturale Unesco da novembre 2013.

Per l’occasione sono intervenuti Attilio Scienza, Osvaldo Failla, Donato Lanati e Josko Gravner che hanno saputo ripercorre la storia di questa terra, lontana, forse geograficamente, ma vicina nella cultura del vino; la civiltà del vino georgiana risale infatti a 8 mila anni fa. Presenti in sala anche David Maghradze e Giorgi Samanishvili, custodi, studiosi e divulgatori del patrimoniio genetico delle viti georgiane presso il National Agency of Georgia.

È così stato riconosciuto un omaggio a David Maghradze per l’importante attività di ricerca scientifica, per la caratterizzazione e la salvaguardia delle risorse genetiche della vite, nella culla della sua domesticazione. Il valore dell’omaggio è al contempo locale: è merito esclusivo di chi quelle colline lavora e governa, è un bel quadro bisognoso di un’altrettanta bella cornice.

Durante la giornata sono stati inoltre riconosciuti i viticoltori e le amministrazioni che si prendono cura dei versanti del Barolo, del Barbaresco, del Roero, del Moscato, del Diano d’Alba, del Nizza, del Barbera d’Asti, del Ruchè e del Timorasso. Infine, il macedono Pesovki Ferdo è stato premiato per il lavoro che, dal 1992, svolge sulle nostre colline.

La comunità macedone, da anni, cura infatti con attenzione le colline di Langa, Roero e Monferrato.

 

Fonte: targato.it